Capitolo 0

Due o tre cose che dovete sapere prima di farvi i cazzacci miei.

E insomma siamo in questa fraschetta ai castelli con le mani sporche di formaggio e affettati… e Giuliana racconta della Spagna. Dice che non vede l’ora di tornarci, che là la gente è ok, che s’è divertita un botto, che gli spagnoli sono un po’ come gli italiani e un po’ no. E che quando nel piatto rimane una cosa sola, che nessuno la prende per non fare la parte dell’ingordo, in Spagna si dice “el plato de la verguenza”.

Cioè Il boccone della vergogna…”, fa Massi.

Gabri al solito lo guarda storto.

Ciccio dice subito che questa cosa la sapeva già, e Giannina lo ridimensiona ricordando agli altri che quella storia Giuli la caccia fuori un mese sì e l’altro pure.

E tu?”, mi fa Giuliana. Che non parlo perché ho la bocca piena.

Che scemata”, dico io, mentre mando giù il boccone, “la fame è fame, altro che…”

Qualche mese dopo io Massi e Gabri abbiamo trovato casa a Roma e cominciato a farci su qualche lavoretto tipo pulizia estrema, rasatura, imbiancatura, scelta dei colori e ri-pittura. Ora la casa è uno sballo e la mia stanza è arancione.

Stiamo dalle parti di piazzale Ostiense, in un punto strategico tra San Saba e la Marco Polo. Mi ricordo quando abbiamo visto la piramide per la prima volta; attraversavamo il piazzale in macchina: “che cazzo ci fa una piramide al centro di Roma?”, dico. Credete che qualcuno abbia saputo rispondermi?

farefuorilamedusa0

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